Trenti ieri e oggi: ricordi natalizi di una famiglia di imprenditori modenesi

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Natale è passato in fretta, sono rimasti i chili presi tra cenoni e pranzi, i regali di amici e parenti, i giorni di “dolce far niente” sul divano, anzi mi correggo, i giorni a lobotomizzarmi giocando a Super Mario Galaxy (fantastico!) con la Wii!!!

Per me Natale significa (anche) ogni anno un tuffo nel passato, ai tempi in cui lavoravo nell’azienda storica di famiglia, la Rag. Carlo Trenti S.p.A.. Fondata da mio nonno, il Commendatore Fernando Trenti (giusto per dare un’idea di che uomo e imprenditore è stato i famosi Cavalieri di oggi tipo Silvio e altri sono a livello di onorificenza tre gradini sotto!!! ), ha iniziato vendendo prodotti tipici di eccellenza come prosciutti di Langhirano, parmigiano reggiano doc, filettone di merluzzo (baccalà) norvegese, aringhe e saracche, frittura e anguilla marinata, latte Granarolo, conserva Pagani, ecc.ecc.

E’ stata da sempre concessionara per Modena e Reggio Emilia, sia per il dettaglio che per la GDO (grande distribuzione organizzata) dei biscotti e crackers Doria. Negli anni ha venduto al dettaglio, con soddisfazione, tante altre marche di prodotti più o meno conosciuti: la pasta Agnesi, il tonno Palmera e quello del Consorcio, gli sgombri Angelo Parodi, la carta Foxy, i prodotti per la casa Dinamic Italia, l’olio Oscar, e tanti altre…

Grazie a mio papà, Carlo Trenti, è stata un delle prime aziende in Italia a commercializzare al dettaglio in emilia romagna prodotti da cani e gatto (abbiamo iniziato con la Vitto e concluso con Miglior Cane e Miglior Gatto di Morando) e gli zampironi della Vape (appena usciti, pensate che coraggio ha avuto mio papà a quel tempo a provarci!).

Insomma, un’azienda a conduzione famigliare, conosciuta da tutti per l’eccellenza nei prodotti tipici (a Modena eravamo gli unici ad importare 2 volte all’anno due tir del miglior baccalà direttamente dalla Norvegia!!!), ma che nel tempo ha saputo innovare e commercializzare nuovi prodotti (pet food, alluminio, ecc.ecc.), e soprattutto ha saputo/potuto affiancare alla tipica vendita al dettaglio (quando andavo le prime volte dai clienti a Sassuolo con mio papà mi spiegava avevamo circa 2000 negozi clienti, ma con l’apertura degli ipermercati ne erano rimasti meno di 200! ) anche la gestione della GDO.

L’azienda è stata chiusa nel 2001 perchè la mia passione per l’informatica ed in particolare per Internet mi hanno convinto che nonostante la “pappa pronta” fosse particolarmente comoda e appetibile, mangiare per il resto della mia vita gli “spaghetti col tonno” quando invece mi piace la “pizza” non sarebbe stata per me la scelta migliore, anche se sicuramente sembrava la più scontata e razionale. E considerando che mia sorella (Chiara Trenti) è medico, nessun altro l’avrebbe portata avanti, anche perchè le concessioni da parte delle aziende erano strettamente legate alle persone di mio papà e mio nonno e non all’azienda  in se (per sottolineare che in passato i rapporti lavorativi erano basati sulla fiducia personale e che un tempo ladri schifosi e disonesti tipo i dirigenti delle banche attuali che le stanno portando al fallimento, non esistevano, non potevano esistere!!!).

Nonostante la mia scelta (che poi ha portato a fondare Net Sinergy), ho amato profondamente l’azienda della mia famiglia.

Alle superiori, durante le vacanze estive, lavorarvo un paio di mesi in magazzino aiutando a scaricare i camion dei fornitori e a preparare sui bancali i prodotti in consegna il giorno successivo (grazie a quelle faticate mi sono comprato il mio primo scooter, il mitico Honda SH con il fanale giallo!). Terminata la scuola, dopo una disastrosa parentesi all’università durata meno di 6 mesi, ho iniziato a lavorare in ufficio occupandomi della scelta del nuovo gestionale per il passaggio al 2000 e all’Euro, e aiutando ad inserire ordini e a tenere la contabilità. Ma la cosa che più mi è servita, anche per il mio lavoro attuale, è stato il lavoro in “trincea” con i clienti.

All’inizio uscivo con mio papà o con un rappresentate (Giorgio Magnoni che purtroppo oggi non è più tra noi ma che è stato un gran maestro e amico) per imparare a vendere e a trattare, poi dopo un anno ho ereditato il pacchetto di clienti di mio nonno. Negozi e botteghe storiche di Modena, Sassuolo e Vignola, gestite da persone di una volta per le quali una stretta di mano valeva più di un contratto scritto (mentre oggi ci sono pseudo dirigenti-manager che non riconoscono i contratti dalla sera alla mattina perchè a detta loro non ne hanno più bisogno e quindi non valgono più.. che schifo… VERGOGNA!), che ti davano in mano l’assegno in bianco da compilare per saldare la fattura, che mi hanno raccontato la stima e la gratitudine che provavano per mio nonno e che per il solo fatto di essere suo nipote quando entravo in negozio, nonostante avessi 19 anni, ero il Sig. Trenti!

Provo ancora oggi un senso di affetto e di nostalgia per questi personaggi, persone semplici, a volte pesissimi (ci si impuntava su 1 lira!!! ehehe), infaticabili, genuini, che mi hanno trasformato da ragazzino timido nel professionista brillante che sono oggi. Dico sempre che, per le mie esperienze, era più difficile vendere una lattina di cibo per gatti da 30 lire che un sito da 5.000 euro!!!😉 E ricordo ancora come se fosse ieri la soddisfazione quando sono riuscito ad acquisire il mio primo nuovo cliente: la Rosticceria Modenese alla quale ho venduto una mezza cassa di baccalà!!!

Così ogni anno la viglia, al pomeriggio passo da uno degli ex clienti storici di Modena, a comprare un profumo (lui è famoso a Modena per vendere anche i tester, se qualcuno è interessato mi contatti e gli dico come raggiungerlo!)… poter fare due chiacchiere con lui, ricordare mio nonno e parlare un po’ di come vanno le cose… niente di speciale, ma che una volta all’anno mi fa ricordare ognuno dei miei clienti e di quanto è stato bello lavorare con loro. E sono sincero che un po’ di nostalgia e di dubbi mi assalgono, ma solo per un momento, perchè in fondo sono convinto della mia scelta, amo quello che faccio e non potrei pensare di fare niente di diverso.

2 Responses to “Trenti ieri e oggi: ricordi natalizi di una famiglia di imprenditori modenesi”


  1. 1 Carlo Benassati marzo 31, 2009 alle 10:25 pm

    Caro Sig. Trenti, mi ha fatto un enorme piacere, dopo tante ricerche, trovare un accenno al “mio” OLIO OSCAR! Non so se ho mai avuto il piacere di conoscere suo padre o lei, forse… Comunque quanti ricordi ha suscitato in me quel suo breve accenno. Forse avrei dovuto dirle fin dall’inizio che sono il nipote del Commendator Carlo Benassati, del Signor Emilio, e cugino del Dottor Vincenzo Benassati… Le sue considerazioni sul modo passato di “fare commercio” mi trovano ancora oggi perfettamente d’accordo con lei. La ringrazio di cuore, ancora per l’emozioni che ha saputo suscitare nel mio animo ricordarmi una grande azienda, che purtroppo le dure leggi del mercato hanno cancellato, ma che sono sicuro è ancora ricordata a Modena come la Benassati, o l’Olearia. E spero con simpatia. Certo che se ci fossero altri siti riportanti qualcosa sull’olio OSCAR, sarei felice di andarli a consultari. La ringrazio della sua iniziativa, che mi ha permesso di contarla e augurandole ogni bene, la saluto con affetto. Carlo Benassati Junior. Carlo Benassati Via Reno, 15/A 00198 Roma

  2. 2 alessandrotrenti aprile 1, 2009 alle 7:04 am

    Gent.mo Carlo, la ringrazio tanto per il suo commento.

    Non ero al corrente che l’olio Oscar non è più in commercio, mi spiace tantissimo; ricordo con simpatia il peso dei cartoni (quando aiutavo d’estate in magazzino durante le vacanze estive) da 10-12 latte di olio da 1 litro!!! E ricordo che se ne vendevano anche parecchie!

    Credo che umanamente e professionalmente siamo stati fortunatissi ad aver avuto l’esempio dei nostri nonni e genitori che ci hanno insegnato ad essere imprenditori e lavoratori rispettabili e corretti.

    Le auguro tante soddisfazioni.
    Saluti
    Alessandro


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