Web 2.0: investirci subito nel 2009! (prima dei leader del proprio settore e soprattutto prima che diventi la normalità)

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Ieri mattina, mentre facevo colazione, in tv è passato lo spot del Festival di Sanremo 2009 per pubbliccizare un concorso web 2.0 legato all’evento. In pratica i giovani cantanti emergenti possono inviare nell’apposito sito internet il video della canzone (o forse anche solo il file audio mp3); da quel che mi è sembrato di capire (non è che me ne freghi molto del festival ed ero un po’ distratto ma soprattutto assonnato visto che alle 6.30 sono in piedi tutte le mattine!) quello/i più votato/i avranno l’opportunità di partecipare al concorso a Sanremo sfidando i big e i mostri sacri della canzone italiana.

A dire il vero mi sembra che una cosa simile sia stata già fatta anche gli anni scorsi, però ero un pre-concorso televisivo e non sul web, quindi la notizia mi ha particolarmente colpito. Ma non tanto perchè trattasi di un progetto web 2,0 anche perchè, lavorando in Net Sinergy, sono il nostro pane quotidiano, ma forse proprio per il motivo contrario.

Pensavo che negli ultimi mesi l’interesse e le richieste concrete da parte delle aziende (nostri clienti e nuovi prospect) di sviluppare siti web due.zero sono aumentate notevolmente. Un paio di anni fa, quando abbiamo iniziato ad essere evangelist del web 2.0, passavamo ore a spiegare la filosofia della collaborazione, della co-creazione di valore, della comunicazione bidirezionale ecc.ecc., adesso in molti casi i clienti hanno già assimilato questi concetti (anche perchè li vivono quotidianamente nei social network grazie all’esplosione di Facebook e Linkedin ecc.ecc.) e ragionano con noi su come sfruttare queste potezialità e tramutarle in progetti di successo.

Nel caso specifico del concorso web del Festival della canzone italiana mi è venuto spontaneo pensare che se in questo momento una piccola casa discografica o un programma televisivo minore stesse lanciando un concorso web 2.0 assimilabile a quello della Rai (magari con un premio più modesto) probabilmente rischierebbe di non avere tutto il successo e il ritorno di immagine che avrebbe potuto avere se l’iniziativa fosse stata lanciata qualche mese fa, prima che ci arrivasse un “big” e un “leader di settore” (con possibilità mediatiche ed economiche maggiori delle nostre di promuovere l’iniziativa) come potrebbe essere il Festival di Sanremo nel campo musicale.

Con questo non voglio assolutamente dire che nel momento in cui un nostro concorrente particolarmente famoso inizia a sfruttare le potenzialità del web 2.o è inutile che ci investiamo anche noi, sul web c’è sempre attenzione per progetti utili e innovativi, però ovviamente devono essere tali e in un qualche modo distinguersi da altri simili.

Tutto questo ragionamento è però sta fatto per arrivare a dire che sono fermamente convinto che in Internet la competizione non è tra il grande e il piccolo ma tra il veloce e il lento. Quindi qualunque azienda (dalle start-up e le piccole e medie aziende moderne, aggressive, fino ai leader di mercato), dovrebbe evitare di perdere mesi e mesi per decidere il budget di marketing ma A G I R E ! ! ! Perchè più passa il tempo, più il web 2.0 da novità e nuova filosofia di approccio al mercato  sta diventando la N O R M A L I T A’ !

Nel 2009 (sicuramente nel primo semestre), che si prospetta per tutti un anno duro e difficile, le aziende dovranno cercare di ridurre i costi (telefonici, bancari, energetici, pubblicitari ecc.ecc.) ma anche di INVESTIRE nella tecnologia. E in questo momento, il nuovo sito o portale Internet, l’intranet aziendale, il progetto o concorso web 2.0, il progetto SEO e/o di web marketing sono gli investimenti che le aziende devono effettuare per acquistare un vantaggio competitivo durante il periodo di crisi (anche le grandi aziende che invece di spendere per campagne pubblicitare in tv, alla radio o su carta stampata possono investire nel web 2.0 con costi nettamente inferiori).

Tornando in particolare al web 2.o il mio consiglio è di farlo subito! Finche se ne parla ancora come un fenomeno, finche si scrivono ancora libri e articoli sui giornali… perchè a breve sarà semplicemente la normalità. E quando questo si verificherà, e l’offerta di web 2.0 sarà enorme in ogni settore, gli utenti per forza scremeranno e parteciperanno solo ai progetti migliori e a cui sono fidelizzati da più tempo.

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