Il web 3.0 sarà veramente il web semantico?

Sono capitato nel sito www.semanticexchange.com attraverso quello della Expert System, azienda di Modena specializzata in tecnologia semantica, che è uno dei miei “miti” informatici locali fin dalle superiori, quando il mio miglior amico ha lavorato un’estate presso di loro sullo sviluppo del primo correttore ortografico per Microsoft Word!

La semantica è un’aspetto che mi affascina parecchio, soprattutto vista nell’ottica di monitoraggio nei motori di ricerca e nella blogosfera dei commenti e delle opinioni relative ad un’azienda o ad un soggeto. Ed è per questo che ogni tanto mi faccio un giro nel sito del leader italiano di questa tecnologia (un giorno mi piacerebbe poter conoscere di persona i soci dell’azienda, complimentarmi con loro e magari anche instaurare una rapporto di partnership!) e soprattutto nel blog di Marco Varone.

Nella sezione NEWS del sito della ExpertSystem, ha attirato la mia attenzione:
“Expert System è entrata a far parte di Semantic Exchange, l’iniziativa volta a diffondere informazioni e ricerche inerenti al web semantico e al web 3.0, futura evoluzione di Internet che utilizzerà le tecnologie semantiche.”
Non per la notizia in se, quanto per il fatto di aver letto web3.0 e di fatto accostato al web semantico!

Se vi fate un giro sul sito del consorzio Semantic Exchange, in home page trovate la loro personale definizione del Web 3.0: la nuova fase della rivoluzione di internet, che utlizzerà tecnologie semantiche per garantici un’esperienza su Internet più rilevante, utile, divertente e profittevole.

Partendo dal presupposto che ognuno è libero di pensare al web 2.0, web 3.0, web2 (secondo me molto più bello che web 3.0!!! eheheheh) e non mi permetto di giudicare o criticare l’interpretazione di nessuno, non so se (tra l’altro nel caso in cui ci dovesse essere, non è detto che ci sarà!) personalmente potrei pensare alla tecnologia semantica come ad una rivoluzione.

Il passaggio al così detto web 2.0 non è stata una rivoluzione tecnologica (i forum, i blog, le piattaforme collaborative esistevano già 10 anni fa!) ma un’evoluzione degli utenti che utilizzano Internet; ha stravolto il mercato e portato al passaggio dal marketing tradizionale a quello non convenzionale (tribale, virale ecc.cc.), alla comunicazione bi-direzionale, alla co-creazione di valore, a rendere il web forse il canale più importante con cui le aziende devono confrontarsi ogni giorno.

Certo le tecnologie e la maggior disponibilità di banda hanno favorito questo processo, ma il centro di tutto è l’utente/cliente e affermare il contrario sarebbe la negazione del web 2.0!

Sicuramente la tecnologia semantica sarà uno strumento sempre più richiesto ed apprezzato dalle aziende per monitorare accuratamente la loro reputazione online e il sentiment degli utenti della rete, però non credo che questa tecnologia, a livelo di massa planetaria di utenti, possa rappresentare un passaggio epocale.

Se dovessi pensare al web 3.0 a livello tecnologico mi verrebbe più in mente una diffusione massiccia di dispositivi mobili dotati di connessioni wireless o ad Internet che vada un po’ a stravolgere il fatto che comunque ancora oggi il pc è lo strumento con cui accediamo maggiormente ad Internet. Oppure il fatto che molti dispositivi (tipo lavatrici, televisioni, cucine, automobili ecc.ecc.) verranno dotati di veri e propri sistemi operativi e saranno connessi al web 24h/24h e verrà completamente stravolto il modo di utilizzo attuale.

Se invece dovessi pensare al web 3.0 a livello di utenti molto probabilmente sarei molto più visionario: mi immagino chiunque, dalla casalinga alla nonna che utilizza i dispositivi ipotizzati sopra con la stessa naturalezza con cui accende oggi la tv o utilizza il forno a microoonde. In pratica un Internet che non è più Internet ma la nostra quotidianità in tutti i campi.

Ma più ancora mi piacerebbe sognare che la co-creazione di valore arriverà ad essere così importante e così spinta che quelle che sono oggi le tribù, che contribuiscono passioni ed ideali, spontaneamente si uniranno e creereanno delle vere e proprie imprese (per trasformare naturalmente una passione in un business) un po’ come succede nei club calcistici…. e se prendamo come esempio il Barcellona è chiaro che le potenzialità sono enormi, e anche grosse aziende multinazionali dovrebbero tremare verso la prospettiva di un’ipotesi come questa.

2 Responses to “Il web 3.0 sarà veramente il web semantico?”


  1. 1 ovviamentelucio luglio 28, 2008 alle 1:44 pm

    Proietteremo le immagini sui muri o sugli schermi pieghevoli con il nostro cellulare?
    Oppure ci intratterremo attraverso i navigatori satellitari che diventano sempre più piattaforme multimediali?


  1. 1 nabaztag il coniglio web 3.0! « Pensieri web2.0 di Alessandro e dei suoi amici Trackback su maggio 29, 2008 alle 6:39 pm

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