San Valentino: love…. and pop!

Shinya Sakurai - Love and pop - Love from Hiroshima

Nel mio post, post-San Valentino, innanzitutto il mio primo pensiero va a Simona, il mio amore e la mia migliore amica.

Poi volevo condividere la foto del quadro intitiolato “Love from Hiroshima” (appeso nella mia camera da letto!) della serie Love and Pop, di Shinya Sakurai un giovane ed emergente artista giapponese che studia in Italia a Torino, che può contare sull’aiuto e sulle recensioni di Vittorio Falletti, insegnante e autorevole critico d’arte, nonchè fratello di mio cognato!

Vista la massiccia presenza di cuoricini ho pensato che fosse l’occasione giusta per dedicare un post a Shinya, un vero e proprio talento e quindi meritevole del mio piccolo contributo per aiutare a promuoversi un po’.

E’ molto giovane Shinya Sakurai, ma ha già
fatto grandi passi lungo la difficile Via della Semplicità. Lo hanno capito i galleristi, in Italia e all’estero, che ospitano sue mostre, i critici e i collezionisti che si interessano a lui.
Guardi i quadri di Sakurai: vedi tanti cuoricini rossi in rilievo e dietro colori vivaci, il tutto ricoperto da vinavil. Pensi sia un giochino artistico che produce gradevoli effetti visivi, come le vetrine nel giorno di San Valentino. Poi però scopri che i colori vivaci dietro ai cuoricini sono ottenuti con metodo shibori, antica e complessa tecnica di tintura che permette di realizzare raffinate e ogni volta diverse screziature con ricche gamme cromatiche .arlandogli scopri che Shinya Sakurai ò pacifista, curioso e attento ai fenomeni sociali correnti, giapponesi e non, e ha tanti amici anche qui in Italia, come il fotografo Turi Rapisarda e il pittore Giuseppe
Andrea Marte, coi quale condivide da qualche tempo il centrale studio torinese che ospita anche – in tecnologica teca – il pitone Gianduia, svezzato dal fotografo siciliano Davide Bramante. Ma soprattutto non puoi sorvolare mentalmente sul fatto che Sakurai non ò romano, londinese, parigino. Neanche di Tokyo: ò di Hiroshima. Così oltre a cogliere affinità con star nipponiche come Mariko Mori e Takashi Murakami nel far dialogare tradizione e contemporaneità, realizzi che quelle cascate di cuoricini, così tanti e così lievi da ricordare le piogge di petali durante le fioriture primaverili, si elevano al rango di preziosi ma al tempo stesso popolari – perchò fruibili da tutti nella loro profonda semplicità – messaggi d’amore e di pace. E speri che il mondo intero ne sia inondato il più presto possibile.

Per chi fosse interessato a conoscere meglio la sua storia, vedere le sue opere, conoscere le mostre dove poterlo vedere di persona indico qualche link:
http://www.comune.torino.it/gioart/insede/shinya.htm
http://www.teknemedia.net/pagine-gialle/artisti/sakurai_shinya/index.html
http://www.teknemedia.net/pagine-gialle/curatori/vittorio__falletti/dettaglio-mostra/25408.html

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