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Ultimo giorno di vacanza: bilancio dei miei pensieri web2.0 oriented!!!

Si sa che quanto uno è in vacanza ha molto tempo per rilassarsi e quindi per pensare, soprattutto se sei uno abituato a correre e gestire in contemporanea una marea di cose e progetti.

In questo post non voglio stare a dire come è bello il mare della Sicilia, quanto mi è piacuta Taormina, quali sono i libri che ho letto in spiaggia, dire la mia sul caso Alitalia AirOne (ma la nuova compagnia si chiamerà Fenice?!?!), oppure parlare eroicamente di tutte le volte che mi sono collegato col portatile, nonostante fossi in ferie, per aiutare i miei colleghi in azienda a risolvere problemi o a dare supporto ai clienti! ;)

Voglio solo approfittare di questi minuti in cui la Simona sta ancora dormendo abbracciata al cuscino per scrivere nero su bianco alcuni pensieri che ho fatto in questi giorni osservando e pensando e che mi hanno fatto pensare invitabilmente al web 2.0:

- digital divide: la vita a Siracusa, ed in particolare nell’isola di Ortigia dove ho l’appartamento io, scorre lenta e tranquilla, sembra di essere indietro di 30 anni… anziani eleganti che passeggiano per la strada, casalinghe che stendono il bucato su minuscoli terrazzini, bambini che giocano per la strada dove le macchine fanno fatica a passare, tanti tanti cani (stupendo!!) Tutto ad un tratto mi è venuto da pensare che forse la maggior parte di queste persone non utilizzano Internet, che non possono sfruttare il web per acquistare un viaggio last minute o l’ultimo cellulare su un negozio online, o condividere la loro passione in una community (poi magari mi sbaglio ma la sensazione è quella!)… e allora penso che il famoso “digita divide” effettivamente esiste, la conoscenza, ed in particolare quella di Internet, rendono potenzialmente più potente chi riesce ad accedere e sfruttare la rete, e si rischia veramente che si crei un divario economico e sociale per chi non riuscirà ad essere “online”.

- collaborazione 2.0: ieri ero a Fontane Bianche, una magnifica spiaggia di sabbia bianca a 20 km da Siracusa e per pranzo abbiamo ordinato una pizza visto che il bagno è dotato di forno a legna e di un bravissimo pizzaiolo. Alle ore 13.30 ovviamente la fila era alla massima espansione, io avevo davanti almeno 10 persone, i pizzaioli non ce la facevano a stare dietro ai bigliettini delle nuove pizze e di quelle sfornate che dovevano essere consegnate… ad un tratto la gente come me che aspettava in coda ha iniziato a collaborare con i pizzaioli! IUno ha assunto il compito di ritirare i nuovi biglietti con il numero e metterli nello spillone, un altro di leggere le pizze da consegnare, un altro ancora di preparare i cartoni sul banconi per inserirci le pizze… insomma persone che comunque avevano pagato per un prodotto/servizio hanno iniziato a collaborare con il produttore/fornitore per velocizzare il processo di consegna e trarne beneficio tutti… è stato fantastico… se non è 2.0 questo allora non saprei che altro esempio portare!!!

- mashup: una sera ero nella piazza principale di Ortigia, una piazza veramente grande, tutta lastricata con marmo (credo!) bianco, con un duomo stupendo, il municipio, alcuni ristornati e bar con tavolini stile piazza San Marco a Venezia, artisti di strada ecc.ecc. Ad un certo punto nel passeggio sento delle urla e vedo dei bambini che stanno giocando a calcio trasversalmente rispetto alla gente che passeggia utilizzando due portoni (ma enrmi e bellissimi, credo di due palazzi rinascimentali) uno di fronte all’altro sfruttando la parte stretta della piazza… è stato un flash, dopo lo sconcerto iniziale è come se fossi riuscito a visualizzare il loro campo da calcio virtuale! In fondo a loro cosa serviva? Due porte (i due portoni lussuosi) e un campo (la piazza!), hanno preso un qualcosa di già esistente e con la loro fantasia l’hanno trasformato in qualcosa di diverso e utilizzato per il loro scopo, che non era certo quello per cui la piazza era stata progettata (mi viene a questo punto anche da pensare al Palio di Siena…) Insomma, uno stupendo esempio di Mashup!!!

Adesso la Simona si è svegliata e preparata per la spiaggia, mi ha puntato il dito indice come si fa ad un bambino e mi ha detto che va bene alzarsi prima per lavorare ma non per aggiornare il blog! ;) Pazienza, avevo ancora un ultimo concetto, quello dell’accessibilità ma lo aggiungerò appena posso, ora la barca mi aspetta!

Sono le 19:20, sono tornato dalla spiaggia, ho controllato posta elettronica e visionato un template che i miei colleghi di Net Sinergy Luciano e Arianna hanno elaborato oggi (ma quanto sono bravi?!?!) e ne approfitto per terminare il post:

- accessibilità: sulla splendida spiaggia (stile tropicale) di Fontane Bianche si erge il villaggio del Ventaglio – Venta Club e un pezzo di spiaggia è riservato ai loro ombrelloni bianchi, al loro campo da beachvolley e alle numerose barche a vela e canoe. Ci sono passato spesso davanti in questi giorni nelle mie camminate nell’acqua mattutine e ho visto una cosa che mi ha molto colpito: la spiaggia era attrezzata con piccoli accorgimenti quali passerelle di plastica e delle speciali carrozzine da spiaggia per le persone diversamente abili. Ho visto una signora che nonostante non potesse muovere le gambe è stata portata in acqua dal marito e subito le hanno portato due tuboni galleggianti per permetterle di fare il bagno in tutta sicurezza e comodità, ma la cosa più bella è stato un signore portato con la speciale carrozzina per la spiaggia fino a raggiungere la barca a vela dove si è goduto un’ora di mare e vento. Penso che come sia importante per queste persone rilassarsi in spiaggia o fare il bagno con la propria famiglia, lo sia anche per quelle con problemi di vista o di udito poter accedere al web. Credo quindi che tutti i siti internet dovrebbero rispettare almeno i principi base di accessibilità in modo da rendere almeno i contenuti più importanti accessibili da qualunque utente e qualunque device.

Blog: frequenza di aggiornamento o contenuti originali e interessanti?

Finalmente dopo un po’ di tempo che per vari motivi non trovavo il tempo (e probabilmente la voglia!) di scrivere un nuovo post, mi riapproprio del mio blog!

frequenza di aggiornamento o contenuti originali e interessanti?

A mio parere chi decide di pubblicare seriamente un blog, che sia un’azienda o un privato, dovrebbe cercare di postare costantemente e pubblicare contenuti unici, personali, non la banale ripresa di articoli già visti in blog più famosi come capita spesso in alcuni blog aziendali ed in particolare di web agency.

Il blog del resto è un diario, uno strumento che ti permette di pubblicare dei pensieri tramite un canale bidirezionale che invita alla conversazione e al confronto. Parliamoci chiaro, piuttosto che scrivere solo per essere a posto con la propria coscienza di aver inserito il proprio articolo quitidiano (sa un po’ di dottrina, ma anche nel marketing non convenzionale concetti come “evangelist” sono largamente diffusi) è meglio fare qualcos’altro!

Il tempo del resto è una risorsa così preziosa e limitata per tutti e andrebbe sfruttato nel migliore dei modi. Anche perchè scrivere delle cose poco interessanti non solo fa perdere tempo a chi si scervella per farlo, ma anche ai poveri visitatori che trovano per sbaglio l’articolo nei motori di ricerca o che sono affezionati lettori di un blog!

Consiglio sempre anche ai clienti di Net Sinergy che già utilizzano i blog aziendali o che stanno pensando di iniziare a farlo, di postare solo contenuti originali, attinenti il più possibile con il tema del blog (io da questo punto di vista sono un pessimo esempio visto che accanto a pensieri di web2.0 o webmarketing scrivo anche mei sfoghi personali! ahahah) e non di scadere mai nel banale solo per incrementare il numero degli articoli.

Il blog è uno strumento potentissimo ma per essere fatto bene richiede tempo, impegno, idee, voglia di confrontarsi e di mettersi in discussione. Non sempre le aziende hanno una risorsa interna a cui affidare la gestione del blog aziendale e quindi in questo caso possono sempre affidarsi ad una webagency o ad un blogger professionista (possibilmente esperto nel businessin cui opera l’azienda cliente), soprattutto in America dove da molto tempo le aziende hanno capito le enormi potenzialità dello strumento.

Io purtroppo per il momento non posso ancora affidare la scrittura di nuovi post a qualcun altro, ho più volte invitato amici e gli stessi lettori del mio blog che hanno voglia di scrivere un articolo con tema web2.0 o web marketing a contattarmi…. ovviamente rinnovo l’invito anche in questo post… che sia la volta buona?

Forza e coraggio, soprattutto a chi sarebbe sempre piaciuto condividere un’idea ma non ha mai avuto occasione di farlo… sfrutti pure il mio blog! ;)


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