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Posizionamento nei motori di ricerca… largo alle web agency oneste e trasparenti

Le aziende hanno già capito da un po’ di tempo che non basta più avere il sito Internet (bello o brutto che sia!) ma che è fondamentale un buon posizionamento nei motori di ricerca, anzi in google!

Fino a qualche tempo, in Italia, una cerchia ristretta (o casta, termine che va molto di moda!) di aziende specializzate quasi esclusivamente nel web marketing monopolizzava il mercato del posizionamento nei mdr, promuovendo un alone di mistero rispetto alle loro compenze in modo da poter imporre prezzi stratosferici.

La crescente domanda di siti predisposti per una corretta indicizzazione, di progetti di posizionamento nei motori di ricerca, di campagne di pay per click, ha spinto anche le web agency illuminate ad approfondire questi temi in modo da essere pronte a soddisfare le esigenze dei clienti.

posizionamento garantito nei motori di ricercaNonostante molte delle “media agency storiche” continuino a vivere ancora di rendita solo per il fatto di essere stati tra i primi a fare posizionamento (recentemente Net Sinergy ha perso una trattativa contro un’azienda leader nel posizionamento in Emilia Romagna - nonostante a detta del cliente la nostra proposta progettuale fosse nettamente migliore - solo per il fatto che hanno garantito a parole - chissà come mai non per iscritto?! - la prima posizione in prima pagina su google… sono sicuro che se non fosse stato un nome particolarmente famoso nessuno avrebbe creduto ad un’affermazione così netta… un po’ come chi promette un guadagno garantito in borsa… ci credete?! come mai lo dicono solo a parole e non lo contrattualizzano!?) col diffondersi delle competenze, della collaborazione tra professionisti e web agency, finalmente le aziende possono godere di questo tipo di servizio a prezzi più equi.

Non voglio approfondire in questo post temi tecnici e strategici legati al posizionamento nei mdr (se c’è qualche azienda interessata a farlo mi può contattare in ufficio!), vorrei solo spiegare che non stiamo parlando di una scienza esatta perchè ci sono fattori “in-page” (il modo in cui viene scritto il codice della pagina html, il corretto uso dei tag html, i contenuti ecc.ecc.) su cui si riesce ad avere un controllo totale, e fattori “off-page” (l’anzianità del dominio, il numero e la qualità di link entranti, l’algoritmo di ricerca di google, i progetti di web marketing dei nostri concorrenti ecc.ecc.) che non dipendendo solamente dalla web agency che sviluppa il sito ma da altri soggetti (google stesso e/o i nostri concorrenti!) su cui non abbiamo nessun controllo o sicurezza.

E’ pertanto impossibile garantire un risultato certo! Lo affermo e sono pronto a confrontarmi su questa affermazione con qualunque “pseudo-guru” del posizionamento!!!

Qualcuno potrebbe obiettare che ci sono aziende che contrattualmente garantiscono il raggiungimento di una certa posizione… ok, sveliamo il trucco: viene citato un’elenco di motori di ricerca e viene garantito che in almeno uno di quelli si raggiungerà una certa posizione… dove uno dei motori dell’elenco permette di pagare per il posizionamento dei siti, quindi mal che vada se non si ottengono buoni risultati alla web agency basterà pagare per posizionarvi nel suo motore “paracadute” e il contratto sarà rispettato perfettamente!

Io penso che una web agency o un professionista serio deve essere trasparente e piuttosto che utilizzare subdoli trucchi per garantire il posizionamento, dovrebbe spiegare al cliente quali sono gli interventi tecnici e stategici che vuole attuare evidenziando le variabili che sfuggono al suo controllo… per esempio google cambia spesso sia l’algoritmo del suo spider che della serp… anche ammesso che io oggi lo conosca o creda di conoscerlo (ma questo lo può affermare solo google stesso!) chi mi assicura che tra qualche settimana non verrà perfezionato o modificato?

A tutti quelli che vi garantiscono risultati garantiti, chiedete di mettere per iscritto che raggiungeranno entro un determinato periodo la posizione x nella pagina y di google e in caso contrario, oltre a non avere diritto a nessun compenso, esigete una penale… sono sicuro che tanti furbetti farebbero una brutta fine!

Il mio consiglio è di affidarvi a strutture e persone serie che condividono con il cliente le proprie conoscenze, e che utilizzano esclusivamente tecniche consentite e approvate dai motori di ricerca. Ci sono aziende scorrette che per raggiungere risultati migliori in temi ristretti utilizzano tecniche Blu o Black Hat, peccato che se si viene scoperti o segnalati/denunciati da un concorrente arrabbiato si rischia sia la penalizzazione che la radiazione dal motore di ricerca.

detersivo Bolt… vi siete accorti che non ha più l’ammorbidente?!

Bolt detersivo ammorbidente due in uno… magari lo fosse ancora!!!!

Visto che siamo a Pasqua (tanti auguri a tutti) e che normalmente è il periodo in cui si fanno le mitiche pulizie di pasqua (fortunatamente io posso contare sulla Camilla che cura ogni settimana la mia casa come fosse la sua e non ho mai bisogno di far fare pulizie straordinarie!!!) e si cambia il guardaroba passando da quello invernale a quello estivo (questo invece lo faccio anche io!) mi sento di dedicare un post al marketing dei detersivi.

Da quando convivo con la mia ragazza in casa si è sempre usato il Bolt, detersivo della Procter&Gamble, nel passato molto pubblicizzato in tv (ricordo ancora il capitano che chiedeva al marinaio come avesse fatto a rendere il suo accappatoio così morbido e profumato!) che basava il suo messaggio di marketing sul fatto che fosse due in uno (2 in 1) - detersivo più ammorbidente.

Essendo un prodotto durevole, a cui siamo fidelizzati, ogni volta che andiamo a fare la spesa ed è in offerta ne acquistiamo una confezione da due, in questo modo riusciamo sempre ad averne una buona scorta in casa e ad acquistarlo a prezzi scontati. L’ultima volta che l’ho comprato (circa un mesetto fa) ero rimasto colpito dalla nuova confezione che è diventata verde (molto appriscente ma gradevole) dal precedente bianco. A parte questo cambiamento di look per me rimaneva il solito Bolt…..

E invece ho scoperto per caso (visto che a casa sono io l’addetto alla lavatrice!) che nella nuova confezione verde il Bolt non è più due in uno (con l’ammorbidente) ma è diventato un detersivo normale! Per me è stata una triste scoperta perchè in un certo senso ha fatto crollare la mia fiducia nel prodotto e nel produttore. Se l’azienda fosse stata trasparente avrebbe dovuto o specificarlo in maniera evidente sulla confezione, oppure in occasione del lancio della nuova linea mettere una promoter che spiegasse il nuovo prodotti ai clienti affezionati.

Oggi sono quindi andato sul sito di Bolt (è posizionato male in goole perchè se scrivo “Bolt detersivo” non compare neanche nella prima pagina!) http://www.ilovebolt.it (che nella versione flash è veramente strepitoso!) dove nella sezione prodotti (fantastiche le animazion sui profumi ed in particolare quella orientaleggiante) viene confermato il fatto che è diventato un normale detersivo, ma scopro anche che rimane ancora la confezione bianca con l’ammorbidente.

Non so ancora cosa succederà quando finirò le mie scorte (di quello buono con anche l’ammorbidente), probabilmente cambierò marca (sono curioso di provare lo Chante Claire al profumo di muschio bianco… sperando che sia potente come lo spray sgrassatore della stessa marca che uso per pulire i cerchioni della macchina con ottimi risultati!!!) però sicuramente questo aneddoto mi ha fatto pensare a quanto un messaggio di marketing veicolato in maniera corretta nel passato possa rimanere vivo nella mente delle persone.

E anche di come, quando veniamo fidelizzati da una marca o da un prodotto/servizio sia facile in un primo momento non accorgersi di eventuali condizioni peggiorative… ma quando poi ce ne rendiamo conto il tasso di fiducia (a proposito di tasso, un cliente mi ha raccontato una scena pietosa di un commerciale che a fronte di maggiori informazioni su un finanziamento a tasso zero è entrato in ufficio guardando a destra e sinistra, sfregando pollice e indice e dicendo: tasso…. tasso zero…. dove sei?!!! un tentativo di cattivo gusto di imitare una pubblicità passata tempo fa in tv… ahahahha) cala in maniera clamorosa!

Morale della favola: conquistare un cliente e guadagnarsi la sua fedeltà è molto difficile, le aziende dovrebbero quindi evitare qualunque decisione strategica o comportamento che possa generare malcontento o incomprensioni con la sua community di clienti. Se non è possibile almeno cercare di gestire l’emergenza attraverso il dialogo costruttivo (magari tramite un bel blog aziendale per motivare il motivo di determinate scelte) assieme ai clienti scontentati.

Analisi con il cliente per la definizione di un progetto web

Analisi con il cliente per la definizione di un progetto webOggi, come spesso accade, sono stato impegnato in attività di prevendita con Luciano.

E’ sempre bello e stimolante andare a visitare un nuovo potenziale cliente, conoscere una nuova azienda, scoprire come funziona il business in settori particolari… per un professionista come me che vive di relazioni è il massimo, secondo forse solo ai complimenti di un cliente soddisfatto (o dei media) per un sito internet di successo!!! ;)

Essendo un client manager mi occupo a 360 gradi di tutti gli aspetti di un progetto web, dalla grafica (che sento il mio campo principale) all’analisi delle funzionalità e delle procedure, agli aspetti di web marketing e posizionamento nei motori di ricerca (gli aspetti che mi intrigano di più!).

E’ per questo che oggi, parlando di una piattaforma di ecommerce b2business, ho iniziato a fare una serie di domande molto mirate (dettate da oltre 10 anni di esperienza nella progettazione di siti e applicazioni web) relativamente al sw gestionale, alle relazione tra le anagrafiche clienti/prodotti/listini, al processo di scelta dei prodotti, di definizione delle policy di accesso all’area riservata, alle procedure di importazione/esportazione/sincronizzazione tra la web application e l’erp ecc.ecc.ecc.ecc.ecc….. per me è una cosa normale e scontata.

Il mio interlocutore, oltre a rispondere con entusiasmo alle domande, ha anche ammesso che sono emersi degli spunti di riflessione sulla procedura da sviluppare che non si era ancora posto, e per questo ha fatto i complimenti, dicendo che non si aspettava ad un primo incontro di entrare così profondamente nei dettagli delle “sfumature” del progetto, e che gli altri possibili pretendenti partner web incontrati in precedenza, non hanno cercato di approfondire come abbiamo fatto noi.

Visto che non è la prima volta (ma è la seconda nel giro di un paio di settimane!) che mi sento fare questo discorso/apprezzamento da parte di un’azienda, mi chiedo come possano le altre web agency andare a proporre un’ipotesi progettuale e il relativo preventivo (onesto e obiettivo) senza cercare di capire e approfondire le esigenze del cliente!

Adesso non voglio dire che Net Sinergy sia la web agency migliore in Italia (anche se noi lavoriamo per questo ;) ), mi accontento di pensare che siamo una delle migliori a Bologna e in Emilia Romagna (ehehhe) e soprattutto che cerchiamo di essere il più possibile trasparenti e di meritarci la stima e la fiducia del cliente.

Ovviamente oltre a noi ci sono tante altre web agency che si propongono in maniera seria e professionale, che cercano di interpretare al meglio il modello di business del cliente e di capire e analizzare le sue reali esigenze prima di procedere con un capitolato di lavoro e un’offerta economica.
Il mio consiglio è quello (se proprio non avete intenzione di contattare Net Sinergy!!!) di rivolgervi solo a professionisti con le caratteristiche elencate sopra e di diffidare di chi per mancanza di esperienza o per interessi economici e/o commerciali cerca di proporre delle soluzioni standard o personalizzate che non sono in linea con le reali esigenze della vostra impresa.

Una maggiore selettività e pretesa di qualità assoluta da parte delle aziende nel settore web, permetterebbe di far emergere ancora di più le web agency migliori e decreterebbe la progressiva uscita del mercato di tanti e troppo outsider che non hanno la competenza necessaria o che mirano solamente ad un ritorno economico.

Zeitgeist di febbraio su google: mio test su parole chiave

In occasione di San Valentino ho pubblicato un post per presentare Shinya Sakurai da non confondere con sasuke, un giovane artista emergente che dipinge quadri pieni di cuoricini e di amore; non sarà bravo come caravaggio ma studiando a torino forse tiferà la juventus!

Una sera gli ho proposto di intitolare una sua opera “scusa ma ti chiamo amore” ma non mi ha ascoltato perchè stava seguendo appassionatamene sanremo 2008 anche se il suo cantante preferito è marco carta di amici.

Essendo giapponese non avrà come da decidere se alle prossime elezioni votare berlusconi o il partito democratico… ma si può votare anche hillary clinton?! Ah no è vero, quella si candida in america come presidente, chissà se la voteranno i soldati americani in afghanistan
Non sono ancora riuscito a capire se qualche partito ha parlato nel suo programma dello sfruttamento dell’energia solare o di campagne di informazione contro la bulimia.

Domani devo ricordarmi di restituire in biblioteca il libro sulla memoria storica di alcuni campi di concentramento

Mi è appena squillato l’iPhone mi è arrivato un mms con jamie lynn spears vestita da carnevale, è molto carina anche così!

Non sono diventato matto, anche se le frasi quasi senza senso che ho scritto sopra potrebbero farlo pensare!!!
Questo post è un test per verificare quante visualizzazioni questo post potrà avere per il semplice fatto di essere “farcito” delle parole chiave più ricercate su Google nel mese di febbraio 2008 (ovvio che a marzo saranno diverse, tipo S.Valentino o il festival di S.Remo scemeranno come interesse) prendendo spunto dal post dello Zeitgeist di febbraio sul blog di Google.

Ovviamente appena avrà dei dati significativi li pubblicherò tramite un apposito commento.

Nel caso in cui dovesse avere un numero consistente di visualizzazioni l’idea per le aziende potrebbe essere quella di monitorare costantemente le keyword più ricercate e quindi conoscere quali sono i temi più ricercati nei motori di ricerca, e nel caso qualcuno abbia a che fare con il proprio business sfruttare l’occasione per pubblicare materiale interessante in modo da contribuire costruttivamente a sviluppare il tema e avere anche un conseguente ritorno d’immagine e magari economico.

Messaggi di marketing (a mio parere) sbagliati!

maialini 

Spostandomi ogni giorno da Modena (casa mia) a Casalecchio di Reno (sede di Net Sinergy) ascolto un sacco di radio, e come ho scritto anche in un altro post sono un assiduo ascoltatore di RadioBruno.

Mi sono rimasti impressi due spot radiofonici perchè propongono messaggi di marketing che, pensandoci bene, mi hanno fatto pensare al lato negativo del prodotto/servizio piuttosto che ai vantaggi e ai punti di forza, e mi è sembrato molto strano visto che sicuramente le aziende committenti si saranno affidati ad agenzie di comunicazione.

Li espongo brevemente:

I poveri maialini: L’azienda agricola Poggiocastro è ultimamente molto attiva con la pubblicità in radio e correttamente invita sempre alla fine dello spot a visitare il sito internet aziendale. Ultimamente sento spesso però una nuova pubblicità per promuovere la vendita di carne di maiale, dove una voce di donna/bambina molto accattivante dice più o meno: “I maialini dell’azienda agricola Poggiocastro mangiano l’erbetta fresca di montagna, corrono e giocano felici nei campi e si fanno i fanghi di bellezza….”!!! Già mi vedo le maialine rosa davanti allo specchio con le guanciotte con il cerchio di fango e i piccolini che corrono nei prati e fanno la lotta tra di loro a pancia in sù… stupendo…. E IO DOVREI MANGIARLI?!?!?!?!?! Mi sentirei un mostro!!!!! Piuttosto avrei puntato molto generalmente sul fatto che sono maiali italiani, allevati senza mangimi strani ma solo con prodotti naturali, ed entatizzando sulla sicurezza nell’acquistare la carne, quasi come se si stesse parlando di un’entità astratta e non di una povera creatura con le orecchie rosa a trinagolo che diventerà un cadavere nel mio piatto!!!

La tristezza di acquistare casa: la Banca Popolare di S.Felice sul Panaro è uno degli esempi positivi dell’imprenditoria emiliana che ha dato vita a tante piccole banche di successo. Attualmente sta pubblicizzando in radio il Mutuo Felice e lo spot recita più o meno: “Si può essere felici con un mutuo? Forse felici no, però sereni sì con il mutuo di Banca Popolare di S. Felice…..”!!! A me questo messaggio trasferisce grandissima negatività… in pratica la banca mi dice che per 20/30 anni sarò infelice perchè dovrò pagare il mutuo, però almeno me ne starò sereno! Mentre invece, considerando che acquistare casa, iniziare una nuova vita con la persona che ami, diventare indipendente, è il sogno di ogni italiano il messaggio da trasferire è la gioia di questo passo e la traquillità di farlo assieme ad una piccola banca che è vicina ai suoi clienti e condivide con loro sogni e progetti.

Che ne dite? Le agenzie di comunicazione che hanno curato queste campagne hanno veicolato in maniera errata il messaggio o sono io che ho una sensibilità e un punto di vista particolare?

WordPress (blog opensource) sta sera non vuole commenti… e io posto!

WordPress (blog opensource) sta sera non vuole commenti… e io posto!

Stavo cercando di rispondere a Ferro che si lamentava del fatto che ha impiegato un sacco di tempo per commentare un post sul mio blog e poi solo perchè non ha inserito l’indirizzo e-mail ha perso tutto e ha dovuto riscriverlo dall’inizio (e mi ha poi scritto cose del tipo… ma che blog è? … complimenti al programmatore… ecc.ecc! ;) )!

Purtroppo ho provato più volte a rispondere con un successivo commento al suo nello stesso post, ma questa sera il mio blog si è ribellato e non mi fa salvare i commenti!!!

Per il mio blog personale ho voluto testare e sperimentare Worpress che è una piattaforma opensource, che nella formula base è gratuita anche se con fortissime limitazioni nella scelta e personalizzazione del template grafico (per poter modificare il css e/o caricare dei temi grafici differenti da quelli di default è necessario pagare).

Per quanto mi riguarda penso che nessun professionista nel settore del web possa permettersi di mettere la testa sotto terra come fanno gli struzzi e non confrontarsi con la tematica dell’open source. Ed è il motivo per cui quando il tempo me lo permette, cerco di testare le piattaforme più conosciute per analizzare pregi e difetti delle interfacce di backend e dell’output di front end.

Relativamente a WordPress (al di là dei problemi che sta manifestando questa sera con i commenti!) credo che sia un’ottima piattaforma per un utilizzo da parte di privati ma forse non perfettamente adeguata per un blog aziendale che ha come obbiettivo quello di caratterizzarsi graficamente in maniera spinta e di integrare gli utenti registrati con altre aree interattive del sito istituzionale.

E’ per questo che in Net Sinergy abbiamo sviluppato una nostra piattaforma di blog che comprende le normali funzionalità di blogging con un occhio di riguardo alla corretta strutturazione delle pagine per il posizionamento nei motori di ricerca e soprattutto con la possibilità di modellare e personalizzare l’applicazione in base alle esigenze grafiche e funzionali richieste dal cliente.

Per alcune aziende l’opensource è una scelta fortemente motivata da un’ideologia di community e di condivisione (e in questo caso la rispetto e come azienda mi rendo disponibile a curare la parte consulenziale e progettuale), per altre solo un modo per pensare di risparmiare il costo per la licenza di un software!

Vorrei far riflettere tutti i direttori IT e marketing che se nel caso in cui si pensi ad un’opportunità di risparmio economico non sempre è vero e lo motivo:

- il blog aziendale deve essere caratterizzato graficamente per rispecchiare l’immagine coordinata, oppure deve essere un progetto grafico molto innovativo che stacca completamente dal sito istituzionale. In entrambi i casi il costo per lo sviluppo dei template grafici è presente sia in caso di una piattaforma proprietaria che opensource

- se l’azienda necessita di personalizzazioni rispetto alle funzioni standard di un software, nel caso di un software opensource normalmente lo sviluppo è più complesso e lungo perchè bisogna andare a modificare codice scritto da altri programmatori. Viceversa se la web agency è il produttore della piattaforma di partenza le personalizzazioni incideranno molto meno sia in termini di tempo che economici

- molto spesso il successo di un blog aziendale non si limita al progetto grafico e al motore software ma al servizio di consulenza che la web agency fornisce al cliente suggerendo un linguaggio adeguato, regole di trasparenza, temi interessanti da proporre, gestione delle conversazioni ecc.ecc. Questa attività, se svolta da professionisti preparati e competenti, può avere un’incidenza economica sul progetto in generale molto più elevata rispetto al valore di un software di gestione di blog.

Comunque, la mia personale opinione è che in qualsiasi progetto web, sia che utilizzi una piattaforma proprietaria che opensource, l’aspetto più importante sia la scelta del partner a cui affidarsi perchè l’esperienza sul campo, la capacità di interpretare il mercato del cliente, il presidio delle tematiche del web 2.0, la creatività sono i pilastri di qualsiasi iniziativa di successo in Internet.

Grillionaire: dialogo costruttivo online e corretta gestione di commenti/critiche dalla blogosfera

ex titolo: Grillionaire: quando un sito crea false aspettative…

false aspettative sito web

Ieri sera con i miei amici storici abbiamo festeggiato il compleanno di Ferro.
E’ ormai una tradizione che il festeggiato offra la cena… alle nostre venerande età (31/32 anni) e in occasioni così speciali cerchiamo di andare in locali collaudati dove si mangia bene… Ferro quest’anno però ha deciso dopo aver visto la pubblicità su un giornale e successivamente visitato il sito di sperimentare il Grillionaire (il nome è tutto un programma)!

Per curiosità nei giorni passati ho dato un’occhiata anch’io al sito web del ristorante, che pur non essendo niente di eccezionale è un sito comunque facile da consultare, che tramite il menù e le foto ti riesce a trasmettere una certa aspettativa.

Purtroppo questo è stato uno dei tipici casi in cui le aspettative che mi e ci eravamo fatti tramite il sito web non si sono concretizzate:
- locale completamente vuoto di mercoledì sera alle 21.30, c’eravamo solo noi e un tavolo con il padrone e i suoi amici! Incredibile!
- servizio scandaloso: il cameriere ci porta una fiamminga di tortelloni ancora prima di apparecchiare e poi ci augura buon appetito e sparisce! Roba da non crederci, non ci ha dato i piatti! E’ dovuto alzarsi Ferro dal tavolo e andargli a chiedere dentro cosa avremmo mangiato. Idem per i dolci… non ha portato i piattini e i cucchiaini, glieli abbiamo dovuti chiedere sempre noi!
- macchina del caffè rotta: penso sia la prima volta in vita mia che al ristorante mi premettono a metà serata che non possono fare il caffè!
- pos rotto: gli si è rotto nel pomeriggio.. che sfiga! Immagino che alle 5 del pomeriggio abbiano fatto delle gran strisciate di carta di credito
- uno dei tre primi era immangiabile, il vassioio è tornato indietro pieno

Dopo le critiche, visto che sono una persona obiettiva devo però specificare che:
- due dei tre primi erano buoni
- la fiorentina alla piastra era ottima, purtroppo non la mia tagliata e quella di ferro che sembravano gomma!

A parte sconsigliare vivamente a chiunque di andare a buttare 35 euro a persona per una cena del genere in quel locale (per chi si trovasse dalle parti di Modena e ha bisogno di una dritta per mangiare bene mi contatti pure!), il mio ragionamento si sposta inevitabilmente al web.

Il web è uno strumento potentissimo, da la possibilità a chiunque, tramite il proprio sito web di presentarsi come meglio crede/può e in certi casi di competete ed apparire migliore rispetto ad aziende e/o concorrenti che sono molto più grandi e potenti di te.
Questo sia a livello grafico, che funzionale, che di posizionamento nei motori di ricerca.

La morale della favola, secondo me, è quindi:

- le aziende dovrebbero sfruttare al massimo il canale web per distinguersi ed elevarsi rispetto ai propri concorrenti. Non importa se si è piccoli (su internet possono veramente competere con i leader di mercato) o grandi (se sono leader nel proprio mercato non è detto che con un sito inadeguato vengano percepite tali anche nel web), comunicando nel modo giusto la percezione del valore dell’azienda sul web può essere enorme!

- quando è possibile non basiamoci solo sulle informazioni che ci vengono proposte da un sito web per promuovere o venderci il suo prodotto/servizio, ma sfruttiamo le potenzialità del web 2.0 (collaborazione e co.creazione di valore) cercando i commenti e le opinioni di chi ha già testato prima di noi il prodotto/servizio.

- le aziende che passeranno da un sito tradizionale con una forma di comunicazione monodirezionale ad una bidirezionale (tramite blog, forum ecc.ecc.) sono destinate ad un successo maggiore rispetto ai propri concorrenti e riusciranno a gestire i momenti di crisi dialogando direttamente con i propri clienti e con il mercato.

- le aziende dovrebbero tenere costantemente monitorati i blog (o appoggiarsi ad una web agency per farlo) per vedere come vengono percepite nella blogosfera (chissà se il Grillionaire troverà il mio post!), farsi vedere attente e pronte ad ascoltare, conversare e gestire in maniera costruttiva le critiche

Amici di penna? Ora ci sono gli amici di blog, amici di istant messaging, amici di forum, amici di email…

amici di blog web2.0

Ieri pensavo a quando ero un bambino e tramite la scuola ti costringevano ad avere un amico/a di penna con cui scambiarsi delle belle letterine per fare amicizia e tenersi poi aggiornati sulle novità!
Credo che l’unico motivo per cui riuscivano a coinvolgermi in questa attività (preferivo giocare o guardare la tv che scrivere letterine!) fosse perchè il pensiero di essere in contatto con una persona lontanissima che non hai mai visto di persona fosse una cosa eccezzzzzzionale! ;)

Che bello essere stato bambini, classe 76! In questo momento ho stampato in viso un sorriso malinconico se penso che oggi è normale scrivere, chattare, parlare con persone dall’altra parte del mondo… forse per i bimbi di oggi è una cosa scontata… un po’ mi spiace che si perdano la magia della carta e penna!

In compenso oggi però abbiamo la possibilità di conoscere tante persone e condividere le nostre passioni o i nostri problemi con tutto il mondo tramite le community online, i blog e i forum.
E abbiamo mezzi potentissimi come l’email e l’istant messaging (testuale e vocale e video) per rimanere in contatto in tempo reale.

Visto che questo post è dedicato agli amici, che il mio blog è nato proprio con questo spirito, (altrimenti non lo avrei intitolato “Pensieri web2.0 di Alessandro e dei suoi amici” ma “Pensieri web2.0 di Alessandro Trenti”!!!), e che gli amici a cui ho chiesto già da tempo (vero Luciano, Gionata, Ferro ecc.ecc.?!?!) di scrivere qualche articolo con tema web (design, programmazione, tecnologia ecc.ecc.), web2.0 (casi di successo, idee ecc.ecc.), marketing e web marketing (posizionamento nei mdr, viral, buzz ecc.ecc.) non lo hanno ancora fatto, invito chiunque sia appassionato come me degli argomenti elencati sopra e abbia voglia di condividere le sue idee e di conversare con altre persone di lasciare un commento o di contattarmi, sarò felice di pubblicare (previa mia insindacabile supervisione!) il suo articolo.

L’esigenza comune dei responsabili IT e Marketing: la web agency

Oggi sono stato impegnato con Luciano in attività di prevendita e presentazione del nostro software per la gestione del portale aziendale (portal-IT) ad un’azienda, leader nel proprio settore, che sta svolgendo una software e partner selection.

In particolare questo primo incontro si è svolto con il responsabile IT al quale abbiamo presentato meglio Net Sinergy, raccontato le nostre esperienze sul campo e analizzato assieme alcuni siti del nostro portfolio nei quali erano state gestite con successo esigenze simili a quelle individuate dalla sua azienda.

Mi ha colpito molto la sensibilità manifestata dal nostro interlocutore (solitamente il direttore IT guarda molto al software e alle sue funzionalità) rispetto a temi che non sono generalmente la preoccupazione principale di una figura tecnica come la sua:

- l’estrema competenza che cercano nel partner web relativamente alla progettazione grafica del nuovo sito

- la semplicità di utilizzo del content management system (CMS), che verrà adottato per il nuovo sito, da parte di utenti operanti nel settore marketing (oltre ovviamente a tutte le funzioni che distinguono un cms mediocre da uno di alto livello)

- la predisposizione nativa del nuovo sito (codice pagine, utilizzo corretto dei meta e dei tag, consulenza per la redazione di testi coretti ecc.ecc.) per una corretta indicizzazione e posizionamento nei motori di ricerca

web agency unione competenze grafiche, software, marketingE’ interessante e significativo constatare che reparti aziendali con obbiettivi diversi come quelli dell’IT e del marketing iniziano a comprendere l’importanza della collaborazione nella conduzione di un progetto web, oltre al fatto che le aziende sentono sempre più la necessità di affidarsi alle vere web agency piuttosto che a soli sviluppatori di software (magari aziende che sviluppano sw gestionali e fanno anche siti) o studi grafici (che curano solo l’immagine coordinata, magari con esperienze significativa solo su grafica tradizionale).

La vera web agency (come Net Sinergy) riesce ad unire tre anime:

- competenze grafiche specifiche nel campo web, con approfondimento dei temi di usabilità e accessibilità

- competenze di analisi, progettazione e sviluppo procedure e software web based, con particolare sensibilità agli aspetti collaborativi e di web 2.0

- competenze di marketing (web e tradizionale) per riuscire a comprendere ed interpretare il mercato di riferimento del cliente e pianificare una stategia di web marketing moderna ed efficace

E’ inutile dire che per me è stato motivo di grande orgoglio quando oggi il nostro interlocutore ha apprezzato il nostro modo di affontare nella sua interezza un progetto web, significa che siamo sulla giusta strada (c’è sempre da migliorarsi e quindi non mi considero mai arrivato!) per poterci definire una vera web agency! ;)

XFactor …il Morgan che non ti aspetti!

xfactor morgan reality talent show 

Per chi ancora non lo sapesse o guarda poco la tv, è partito XFactor un nuovo reality talent show su Rai Due condotto da Simona Ventura, Morgan Castoldi (io me lo ricordo bene coi BluVertigo) e Mara Maionchi (sicuramente una professionista ma sconosciuta alla mia generazione e a quelle seguenti!)… a dire il vero sul sito ufficiale nella voce “conduttore” ci sarebbe DJ Francesco (so che non vuole essere più chiamato così ma Francesco Facchinetti, non ti arrabbiare ma per me sei il DJ e non puoi rinnegare il tuo passato!) ma credo sia una definizione un po’ azzardata considerando che fino ad ora si è visto solo in qualche riassunto o intervista ai concorrenti… suggerirei di aggiornare il sito e modificare con “inviato“!

Non voglio spiegare il format del programma (per quello c’è il sito ufficiale) quello che mi ha colpito fino ad ora è stata la ri-scoperta di Morgan!

Per come ha costruito il suo personaggio in questi anni, e non essendoci stata da parte mia l’intenzione e/o la voglia di documentarmi meglio su di lui, le mie aspettative rispetto a Morgan erano quelle di una persona trasgressiva, misteriosa, fuori da canoni, in certi atteggiamenti e/o look ambiguo (anche se ha sposato Asia Argento e merita il massimo rispetto!), me lo immaginavo anche un po’ stronzo(!), in linea con l’immagine esteriore che ha sempre dato di se.

Invece tramite il reality scopri che è un ragazzo simpatico, che sa scherzare piacevolmente con una signora di una certa età (la Mara Maionchi), che non “se la tira” con gli aspiranti cantanti che in confronto a lui non sono niente!
La cosa bella è che si capisce che il personaggio che si è costruito è vero, gli piace vestirci e truccarsi in un certo modo veramente, in certi momenti è duro (ieri sera mi è piaciuto molto quando diceva ad un gruppo che aveva selezionato di smetterla con dei falsi buonismi dicendo che non se lo aspettavano di passare la selezione!) ma comunque misurato, e soprattutto quando lo vedi suonare o preparare i pezzi capisci che è veramente un professionista.

Tutto questo ragionamento mi porta ai blog! Perchè?

Perchè il blog è un po’ come un reality, è (o almeno per essere valido lo dovrebbe essere!) il diario personale di qualcuno che si fa conoscere veramente per quello che è, e riesce ad andare oltre alla percezione generale che chi non lo conosce bene ha di lui.

Non a caso aziende come la Microsoft, che puntano ad avvicinarsi al cliente finale per sfatare il mito di un’azienda dominante, senza scrupoli che vuole distruggere la libera concorrenza, stanno puntando moltissimo sul blog aziendale per costruire una nuova immagine aziendale aperta e trasparente.

Se io (e sicuramente tantissime altre persone) possono rimanere colpite positivamente da Morgan tramite un reality in tv, allo stesso modo tanti possibili clienti potrebbero rimanere colpiti da un’azienda o da un professionista della stessa che utilizza un blog per comunicare a farsi conoscere veramente per quello che è.

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