Il blog riflette lo stato d’animo del blogger

Era dal 26 gennaio, quindi da 7 mesi che non scrivevo più un nuovo post su questo blog. L’ultimo pensiero, forse rivelatosi tragicamente premonitore, era stato per Fiocco, il labrador color miele, guardiano dell’ufficio della mia azienda che è morto improvvisamente di tumore.

Quindici giorni più tardi è successa la stessa cosa a Eris, il mio boxer, “la mia bambina”, il grande amore della mia vita assieme a mia moglie, e da lì ho perso la voglia e lo stimolo di scrivere. Mi è arrivato addosso un tir, sembrano luoghi comuni ma con lui è morta anche una parte di me, una parte buona come del resto lo era lui. Da quando non c’è più Eris sono diventato molto più cinico e spietato, le cose brutte della vita mi sembrano quasi insignificanti in confronto alla sua perdita.

Pian piano mi sono ripreso, concentrando le mie attenzioni sul mio altro cane, Argo, un pastore tedesco che pensava solo a giocare. Poi c’è stato il matrimonio a maggio, un giorno bellissimo che vorrei rivivere, un viaggio di nozze indimenticabile e strepitoso on the road negli states e in polinesia, che mi ha aiutato a riprendermi.

Ad agosto, nell’unico weekend in cui sono andato al mare con gli amici, ricevo la talefonata alle 7 di mattina di mia mamma che piangendo mi dice che Argo è morto nella notte, da solo in garage. In confronto alla tragedia di Eris che ho vissuto per due settimane (non auguro a nessuno di accompagnare alla morte il proprio amore!) è stata una cosa fulminea, meno dolorosa, ma che mi ha lasciato un altro grande vuoto.

In questo 2009 di merda, a parte il matrimonio, ho perso 2 membri della famiglia, 2 amici con cui ho vissuto per 8 anni, e che sono stati i più sinceri e fedeli tra tutte le persone che conosco.

Perchè lo voglio scrivere su un blog? Per dire a tutti (scopro con stupore che a distanza di tanti mesi il mio blog è ancora molto visitato!) che la vita è un grande schifo, che il destino non guarda in faccia a nessuno e in un attimo ti toglie tutto quello che di bello ti aveva regalato prima… ma che possiamo trovare nuova forza  nel pensiero che dopo la morte finalmente ci riuniremo ai nostri amori e potremo stare con loro per sempre.

Non so se scriverò altri post su questo blog, i pochi articoli che parlano di web li scrivo sul blog ufficiale di Net Sinergy, però volevo scrivere qualcosa che potesse rappresentare la fine o un nuovo inizio…

Un ultimo grazie e una carezza a Fiocco, fedele custode di Net Sinergy

Oggi è un giorno di merda, è morto Fiocco.

Era un labrador color miele (anche se era un po’ sbiadito, tendente al bianco!) di 11 anni, con cui abbiamo convissuto dal 2001, quando la sede di Net Sinergy è diventata il primo piano della villa di cui lui, assieme a Reno (un setter irlandese rosso cervo che sembra il “vento”) sono i custodi.

Fiocchetto era un cane fiero ma anche un po’ dispettoso! Dai gradini della scala di ingresso della villa abbaiava e ringhiava con aria di sfida a chiunque varcava il cancello, ma si vedeva lontano un chilometro che era buono come il pane, tanto è vero che nonostante dicessi ai clienti (per sicurezza)  di aspettarmi al cancello, quando scendevo in giardino li trovavo già dentro con i cani che non li degnavano già più di nessuna attenzione!!!

Per me Fiocco è stato un compagno di lavoro e di vita (dopo 8 anni che ci si incontra quasi tutti i giorni è il minimo!) e, anche se a quattro zampe, lo considero un amico e componente della mia azienda.Io non so cosa c’è dopo la morte, so solo che nel caso dei cani (da cui noi umani dovremmo imparare valori profondi come la fedeltà e l’amore) mi piace pensare che Dio li richiami a se quando ha bisogno di un angelo custode per un bimbo appena nato. E sono sicuro che Fiocco lo saprà proteggere con la stessa dedizione con cui ha vegliato sulla sua casa e sul nostro ufficio.

Trasformare una passione in guadagno: il web è il media più adatto per le EMOZIONI e per trasformarle in business

passione-web20-community-ecommerce

Ci sono dei sentimenti umani, come la fede o la passione per qualcosa che non si possono spiegare. O ce li hai o non ce li hai!
E chi ha una passione fa molta fatica a spiegarla alle altre persone perchè è qualcosa di estremamente emotivo e molto spesso irrazionale.

Basta pensare ai tifosi di una squadra di calcio che “sopportano” delle trasferte di migliaia chilometri in treno, ore e ore di viaggio, per vedere dal vivo una partita di 90 minuti (che potrebbero comunque vedersi comodamente su Sky o Mediaset Premium!!).
Oppure ad un collezionista di fumetti (o di dischi, di francobolli, o di qualsiasi altra cosa…) che è disposto a spendere centinaia o migliaia di euro per degli oggetti che per la maggior parte di noi non valgono niente.

Ci sono passioni che durano tutta una vita (come quelle due che ho appena citato sopra), altre che nascono e si esauriscono nel giro di pochi mesi o anni (forse li definirei più interessi) ma che possono avere livelli di intensità elevatissimi.
Per esempio la passione per le automobili che spinge alcune persone a cambiarla spesso, o ancora più semplicemente (credo che sia comune a tutti quando si deve comprare qualcosa di elettronico) quando dobbiamo fare un acquisto importante e ci si documenta, avidi di consigli, sul modello migliore.

Ho parlato di cose completamente diverse ma che sono legate indissolubilmente da un fattore comune: l’EMOZIONE!

In un 2009 di crisi economica e finanziaria mondiale, dove le persone tendono a ragionare molto col cervello e a limitare le spese e gli investimenti, le emozioni sono dei “cavalli di Troia” importantissimi. Sono delle piccole scintille che possono scatenare degli incendi devastanti e quindi devono essere sfruttate dalle aziende nel migliore dei modi.

Internet, o se preferite il web, a mio parere è  il media più adatto per coltivare una passione

Si può accedere a contenuti costantemente aggiornati (calendari eventi, recensioni di aziende e/o privati, consigli, discussioni, pareri ecc.ecc.) nel momento per noi più opportuno.

Si può partecipare a social network o community e condividere la propria passione con persone di tutto il mondo, qualunque sia il nostro interesse, che possono poi anche sfociare in amicizie o collaborazioni reali.

Si può godere dei vantaggi dell’e-commerce per reperire (in tutto il mondo) gli oggetti (o anche cose immateriali tipo viaggi) della nostra passione, rari o prezzi scontati.

Credo quindi che le aziende che commercializzano prodotti o servizi in un qualche modo potenzialmente legati ad una passione, abbiano la grande opportunità di sruttare il web 2.0 per accreditarsi nelle “tribu” di appassionati e costruire un rapporto di fiducia e stima reciproca che può poi sfociare in enormi opportunità di business.

Questo a maggior ragione oggi dove la crisi è forte e dove si tende a tagliare tutto il superfluo… ma ricordiamoci che per un “appassionato” l’oggetto della sua passione (o gli strumenti e servizi che gli servono per coltivarla) non sono superflui ma ESSENZIALI!

E-commerce ed ebay: vendere online è un’opportunità di uscire dalla crisi per le aziende e i consumatori

ecommerce1

Già da novembre 2008, nei cda di Net Sinergy, mi confrontavo con i miei soci su come affrontare il 2009 e su quali temi (web marketing, e-commmerce, social network, ecc.ecc.) o applicazioni (software avanzato di newsletter, crm, ecc.ecc.) puntare per fornire ai nostri clienti idee e strumenti per ottenere un ritorno dell’investimento sul web, oltre che ovviamente garantire alla nostra web agency di raggiungere gli obbiettivi di budget prefissati per questo nuovo anno.

Il tema del commercio elettronico online è sicuramente uno di quelli che abbiamo individuato come uno di quelli potenzialmente più interessanti, soprattutto per le aziende b2c (business to consumer), ovvero quelle che vendono anche al consumatore finale. Non lo diciamo solo noi (fidatevi!!! ;) ), ma anche osservatori italiani e internazionali e siti editoriali autorevoli.

Ci sono alcuni ambiti in cui acquistare online (su siti aziendali o su ebay) è quasi d’obbligo (promozioni della gdo a parte!): elettronica, abbigliamento, turismo, collezionismo e oggetti usati in genere… ne ho avuto una riprova anche ieri… mi sono un po’ informato online per comprare una fotocamera nuova; ieri ho fatto un giro al Mediaworld del Grandemilia a Modena e i prezzi erano cira più alti del 25/30% che online!

Ma come è possibile? Saranno prodotti rotti? Rubati? Senza garanzia?!?!! (scrivo queste due righe per chi non acquista online e soprattutto che non conosce le modalità e i vantaggi di farlo) No, sono gli stessi prodotti, solo che le aziende possono eliminare uno (solitamente) o più passaggi nella catena distributiva e quindi possono permettersi di offrire prezzi particolarmente competitivi.

Ve lo dice uno che negli anni ha sviluppato vari negozi online, ve ne cito alcuni (ma ce ne sono tanti altri che non scrivo altrimenti riempio una mezza pagina!!!):
- lens-net.com: già nel lontano 1999 il sito leader in Europa nella vendita online di lenti a contatto (poi fortunatamente per il mio cliente acquistato e assorbito da un colosso inglese!!!)
- shop di Edilio: (libreria online, banche dati online, pdf, cd-rom ecc.ecc.) il portale dell’edilizia legato al salone del Saie
- piattaforma Galileo: e-commerce business to business per un distributore di articoli sportivi a livello nazionale tramite il quale ha eliminato quasi completamente la rete vendita di agenti
- convention & travel: prenotazione online di alberghi per l’agenzia di viaggi di BolognaCongressi
- murphycamper: noleggio online di camper con formula low cost

e che già da alcuni anni acquista personalmente quasi ed esclusivamente online!!!!
Non ci sono trucchi o inganni, è semplicemente conveniente!

Le aziende che vendono al consumatore finale possono sviluppare un negozio online, magari affiancando l’utilizzo di Ebay, per acquisire nuovi clienti anche geograficamente distanti e vendere a prezzi più concorrenziali scavalcando la rete distributiva; quelle business to business possono tramite soluzioni di e-business, nella Intranet aziendale, risparmiare tantissimo in termini di tempi e costi per la gestione ordini (fax, mail, telefonate ecc.ecc. che devono essere gestite manualmente!) e di spese di rappresentanza.

Solo un consiglio: evitate i software standard, quelli che generano in automatico negozi tutti uguali, con la stessa grafica e le stesse funzionalità. Il successo di un buon sito di e-commerce dipende dalla personalità e dalla professionalità che esprime, oltre all’usabilità, accessibilità, semplicità di ricerca e di perfezionare l’acquisto. Sono temi che vanno sviluppati ad hoc per il singolo settore e committente, del resto come si può pretendere che l’esperienza di acquisto di un capo di abbigliamento sia uguale a quello di una tv o di un viaggio?!?!!??!

Rivolgetevi sempre a web agency con comprovata esperienza nello sviluppo di applicazioni di e.commerce ed e-business altamente personalizzate, che sappiano interagire con il sistema gestionale aziendale, e creare interfacce accattivanti ma che semplifichino al massimo il processo di acquisto.

Buon budget di marketing a tutti! Auguri per un 2009 ricco di progetti Internet, web 2.0, web marketing, e talenti

buon-budget-marketing-2009

Visto che domani parto per una settimana di vacanza in Egitto (con la famigerata Air Memphis, compagnia di charter egiziana scelta dai Viaggi del Turchese… speriamo che questo non sia il mio ultimo post!!!) e che nei prossimi giorni, se tutto va come deve, mi godrò tramonti sul Nilo, templi nel deserto, succhierò l’energia dalle piramidi, mi perderò nei mercatini al Cairo, faccio oggi i miei auguri per il 2009.

Visto che il mio è un blog che parla di web 2.0, spesso attraverso le mie esperienze professionali come client manager, gli auguri sono rivolti ad aziende ed in particolare ai direttori marketing e IT delle stesse. Sono auguri importanti, niente a che fare con quelli “leggeri” e simpatici che ho già fatto oggi ai miei amici su FaceBook….

Auguro a tutte le aziende un 2009 controcorrente. Un anno in cui siano capaci di investire ed innovare. Magari a qualcuno sembreranno parole scontate, ma io ci credo veramente… se è vero che l’anno prossimo ci aspetta una crisi tremenda, che l’economia è in recessione, che è iniziata l’apocalisse finanziaria, cosa faremo tutto il giorno in ufficio?

Ce ne staremo con le mani in mano ad aspettare che suoni il telefono oppure tireremo fuori le palle e inizieremo a sviluppare nuovi prodotti e servizi, a sperimentare nuovi canali di comunicazione, ad investire in nuove tecnologie, a dotarci di un crm per lavorare in modo scientifico sui clienti e sui prospect, a progettare il nuovo sito internet, a curare un blog aziendale, a definire campagne di web marketing (meno costose rispetto alla carta stampata e alla tv e moooolto più redditizie!), a richiedere consulenze a SEO per posizionare il sito nei motori di ricerca?

Le scelte che verranno fatte nel 2009 molto probabilmente saranno determinanti per definire quelli che saranno i nuovi leader di mercato negli anni successivi, o per lo meno per veder emergere nuove aziende capaci di innovare ed innovarsi.

Auguro quindi alle aziende di circondarsi di talenti, persone illuminate capaci di sfruttare le opportunità di un mercato difficile invece che farsi travolgere dalle insidie e dal pessimismo. L’attenzione e la sensibilità nell’individuazione del talento vale per il personale interno quanto per i fornitori o partner esterni. Auguro alle aziende e ai loro manager di avere la voglia di investire su e con dinamiche aziende (specialmente le grandi aziende che si rivolgono quasi esclusivamente a grandi studi di comunicazione o web agency internazionali), perchè ci sono tante realtà con comprovata esperienza (mi spiace ma qui devo fare proprio citare come esempio pratico la mia azienda, Net Sinergy!!! ;) ) che possono fornire la stessa qualità di servizio di concorrenti più pubblicizzati, magari quotai in borsa o facenti parti di colossi industriali, a costi inferiori.

Auguro alle aziende di investire con successo nelle relazioni, nei contatti, essere aperte anche ad aggregazioni e integrazioni. Nel 2009 avremo tanto bisogno di collaborare per creare valore.

Di auguri ne sono stati scritti tanti, dal 6 gennaio 2009 in poi rimarranno tante belle parole ma poi saremo tutti noi, imprenditori, manager, impiegati, collaboratori a fare in modo che gli auguri si concretizzino in risultati strategici ed economici soddisfacenti…. io sono pronto, confido anche nel potere delle piramidi che cercherò di assimilare in questo viaggio e di condividere con tutti coloro con cui lavorerò l’anno prossimo. ;)

Trenti ieri e oggi: ricordi natalizi di una famiglia di imprenditori modenesi

modena-piazza-grande

Natale è passato in fretta, sono rimasti i chili presi tra cenoni e pranzi, i regali di amici e parenti, i giorni di “dolce far niente” sul divano, anzi mi correggo, i giorni a lobotomizzarmi giocando a Super Mario Galaxy (fantastico!) con la Wii!!!

Per me Natale significa (anche) ogni anno un tuffo nel passato, ai tempi in cui lavoravo nell’azienda storica di famiglia, la Rag. Carlo Trenti S.p.A.. Fondata da mio nonno, il Commendatore Fernando Trenti (giusto per dare un’idea di che uomo e imprenditore è stato i famosi Cavalieri di oggi tipo Silvio e altri sono a livello di onorificenza tre gradini sotto!!! ), ha iniziato vendendo prodotti tipici di eccellenza come prosciutti di Langhirano, parmigiano reggiano doc, filettone di merluzzo (baccalà) norvegese, aringhe e saracche, frittura e anguilla marinata, latte Granarolo, conserva Pagani, ecc.ecc.

E’ stata da sempre concessionara per Modena e Reggio Emilia, sia per il dettaglio che per la GDO (grande distribuzione organizzata) dei biscotti e crackers Doria. Negli anni ha venduto al dettaglio, con soddisfazione, tante altre marche di prodotti più o meno conosciuti: la pasta Agnesi, il tonno Palmera e quello del Consorcio, gli sgombri Angelo Parodi, la carta Foxy, i prodotti per la casa Dinamic Italia, l’olio Oscar, e tanti altre…

Grazie a mio papà, Carlo Trenti, è stata un delle prime aziende in Italia a commercializzare al dettaglio in emilia romagna prodotti da cani e gatto (abbiamo iniziato con la Vitto e concluso con Miglior Cane e Miglior Gatto di Morando) e gli zampironi della Vape (appena usciti, pensate che coraggio ha avuto mio papà a quel tempo a provarci!).

Insomma, un’azienda a conduzione famigliare, conosciuta da tutti per l’eccellenza nei prodotti tipici (a Modena eravamo gli unici ad importare 2 volte all’anno due tir del miglior baccalà direttamente dalla Norvegia!!!), ma che nel tempo ha saputo innovare e commercializzare nuovi prodotti (pet food, alluminio, ecc.ecc.), e soprattutto ha saputo/potuto affiancare alla tipica vendita al dettaglio (quando andavo le prime volte dai clienti a Sassuolo con mio papà mi spiegava avevamo circa 2000 negozi clienti, ma con l’apertura degli ipermercati ne erano rimasti meno di 200! ) anche la gestione della GDO.

L’azienda è stata chiusa nel 2001 perchè la mia passione per l’informatica ed in particolare per Internet mi hanno convinto che nonostante la “pappa pronta” fosse particolarmente comoda e appetibile, mangiare per il resto della mia vita gli “spaghetti col tonno” quando invece mi piace la “pizza” non sarebbe stata per me la scelta migliore, anche se sicuramente sembrava la più scontata e razionale. E considerando che mia sorella (Chiara Trenti) è medico, nessun altro l’avrebbe portata avanti, anche perchè le concessioni da parte delle aziende erano strettamente legate alle persone di mio papà e mio nonno e non all’azienda  in se (per sottolineare che in passato i rapporti lavorativi erano basati sulla fiducia personale e che un tempo ladri schifosi e disonesti tipo i dirigenti delle banche attuali che le stanno portando al fallimento, non esistevano, non potevano esistere!!!).

Nonostante la mia scelta (che poi ha portato a fondare Net Sinergy), ho amato profondamente l’azienda della mia famiglia.

Alle superiori, durante le vacanze estive, lavorarvo un paio di mesi in magazzino aiutando a scaricare i camion dei fornitori e a preparare sui bancali i prodotti in consegna il giorno successivo (grazie a quelle faticate mi sono comprato il mio primo scooter, il mitico Honda SH con il fanale giallo!). Terminata la scuola, dopo una disastrosa parentesi all’università durata meno di 6 mesi, ho iniziato a lavorare in ufficio occupandomi della scelta del nuovo gestionale per il passaggio al 2000 e all’Euro, e aiutando ad inserire ordini e a tenere la contabilità. Ma la cosa che più mi è servita, anche per il mio lavoro attuale, è stato il lavoro in “trincea” con i clienti.

All’inizio uscivo con mio papà o con un rappresentate (Giorgio Magnoni che purtroppo oggi non è più tra noi ma che è stato un gran maestro e amico) per imparare a vendere e a trattare, poi dopo un anno ho ereditato il pacchetto di clienti di mio nonno. Negozi e botteghe storiche di Modena, Sassuolo e Vignola, gestite da persone di una volta per le quali una stretta di mano valeva più di un contratto scritto (mentre oggi ci sono pseudo dirigenti-manager che non riconoscono i contratti dalla sera alla mattina perchè a detta loro non ne hanno più bisogno e quindi non valgono più.. che schifo… VERGOGNA!), che ti davano in mano l’assegno in bianco da compilare per saldare la fattura, che mi hanno raccontato la stima e la gratitudine che provavano per mio nonno e che per il solo fatto di essere suo nipote quando entravo in negozio, nonostante avessi 19 anni, ero il Sig. Trenti!

Provo ancora oggi un senso di affetto e di nostalgia per questi personaggi, persone semplici, a volte pesissimi (ci si impuntava su 1 lira!!! ehehe), infaticabili, genuini, che mi hanno trasformato da ragazzino timido nel professionista brillante che sono oggi. Dico sempre che, per le mie esperienze, era più difficile vendere una lattina di cibo per gatti da 30 lire che un sito da 5.000 euro!!! ;) E ricordo ancora come se fosse ieri la soddisfazione quando sono riuscito ad acquisire il mio primo nuovo cliente: la Rosticceria Modenese alla quale ho venduto una mezza cassa di baccalà!!!

Così ogni anno la viglia, al pomeriggio passo da uno degli ex clienti storici di Modena, a comprare un profumo (lui è famoso a Modena per vendere anche i tester, se qualcuno è interessato mi contatti e gli dico come raggiungerlo!)… poter fare due chiacchiere con lui, ricordare mio nonno e parlare un po’ di come vanno le cose… niente di speciale, ma che una volta all’anno mi fa ricordare ognuno dei miei clienti e di quanto è stato bello lavorare con loro. E sono sincero che un po’ di nostalgia e di dubbi mi assalgono, ma solo per un momento, perchè in fondo sono convinto della mia scelta, amo quello che faccio e non potrei pensare di fare niente di diverso.

Reputazione online: ripuliamo la nostra “web cacca”!

reputazione-online

Quando sei a spasso col tuo cane, per strada o nel parco, può succedere che senza il minimo preavviso il tuo amico a quattro zampe decida di “svuotarsi“! A volte capita che decida di farlo nel posto e nel momento meno opportuno (vero Eris!?! ;) ), e in particolare sul marciapiede e ancora peggio quando ci sono tante persone intorno!!!

Le reazioni del padrone possono essere essenzialmente due:

1) SCAPPARE: sicuramente la reazione più sbagliata e socialmente da condannare, ma che può essere considerata “umana” nel momento in cui vieni preso alla sprovvista e non sei attrezzato per pulire!

2) SISTEMARE: non farsi prendere dal panico, ma essere pronti a pulire e a gestire il rapporto con le persone indignate, spiegando che sono cose che possono succedere ma che siamo pronti a porre rimedio… del resto nessuno è perfetto, neanche il nostro cane!

A questo punto proviamo a fare un gioco mentale:

- il CANE diventa la nostra azienda o eventualmente anche noi personalmente nella sua vita online e/o offline

- la CACCA diventa un errore, un prodotto uscito male, un problema di comunicazione, qualsiasi cosa di negativo che può capitare ad un entità aziendale o personale

- il MARCIAPIEDE diventa Internet, magari la blogosfera o un forum di settore…

- le PERSONE INDIGNATE diventano i clienti scontenti oppure gli utenti della rete che scrivono post e/o commenti negativi su di noi o sulla nostra azienda

Appare evidente che scappare, lasciare che le persone indignate continuino a parlare della nostra “cacca”, non porre rimedio al problema e non gestire l’emergenza non è sicuramente la scelta consigliata.

Mentre invece aprirsi al dialogo, spiegare la siutazione, prendere eventualmente il tempo necessario per risolverla manifestando la propria disponibilità a farlo, cercare di spiegare le proprie ragioni è l’unico modo per non venire ricordati da tutti per questo fatto.

Quindi, per gestire correttamente la reputazione online (aziendale o personale), ricordiamoci sempre di:

- monitorare il buzz che c’è in riferimento al marchio aziendale, al nome dei prodotti, a se stessi

- trarre spunto dalle critiche, essere pronti ad ammettere i prori errori, fornire spiegazioni e mostrarsi disponibili a trovare una soluzione

- dimostrarsi presenti, soprattutto in caso di notizie inesatte e/o negative, intervenendo di prima persona

- sarà scontato, ma se poi si riesce ad evitare a priori di generare delle situazioni negative è ancora meglio!!! ;)

Professione blogger: i padroni del web 2.0!

blog-professionale

Per il mio compleanno (1 dicembre) i miei due soci di Net Sinergy mi hanno regalato due libri con argomento blog, vista la mia passione per questo argomento (altrimenti non sarei neanche qui a scrivere, non vi pare?!!).

Uno dei due si intitola Professione blogger, scritto da Piero Sermasi (nella blogosfera conosciuto come Mr. Pin) che è anche il blogger ufficiale di Skype Italia.

Premetto che leggo moltissimi libri relativi al web 2.0, ai blog, alle community e social network e di marketing non convenzionale… alla fine i concetti che vengono espressi sono sempre molto simili, esposti in modo più o meno professionale citando esempi americani e quelli italiani di aziende per lo più quotate in borsa… dopo questa abbuffata di libri, io e il mio socio Luciano, potremmo iniziare a scrivere un nostro libro, ma questa è un’altra storia!!! ;)

Il libro di Mr. Pin mi ha colpito particolarmente perchè è originale e ha un taglio completamente diverso da tutti gli altri; racconta in prima persona, stile romanzo (ma io preferisco stile blog!) la sua esperienza di blogger per Skype, dai contatti preliminari, alla definizione del piano editoriale, ai post scritti in determinate occasioni, il tutto intervallato da esperienze di vita quotidiana che hanno portato ad ispirazioni per il suoi post.

Mi sono appassionato quindi alle vicende di sua moglie Fidia (o Fida?! ahahah ;) ), delle sue dobberman (in particolare della “Capra”!), del mitico Bar Mauro di Anzola Emilia, ma più che altro ho trovato parecchie fonti di ispirazione per la mia vita da blogger e da consulente web 2.0, che in libri con un taglio più serio e altezzoso non ho letto tra le righe.

Gli ho quindi scritto per complimentarmi con lui (forse anche perchè come gli ho detto lo considero un compaesano lavorando da quando ero un ragazzino prima a Crespellano e poi a Casalecchio) e per simpatia e per gioco è nata una forma di amicizia/solidarietà che nel giro di un paio di giorni ha portato al consolidamento di una nuova relazione/collaborazione che si è concretizzata in:
- citazione dei rispettivi blogroll dei nostri blog personali
- una mia recensione del suo libro Professione blogger che potete “gustarvi” sotto
- un post sul blog ufficiale di Skype Italia che prende spunto da un mio vecchio post
- l’amiciza su Facebook

Cito la frase iniziale del suo post sul blog di Skype:
“Nel pozzo infinito della rete, i blogger, in questo preciso periodo del web 2.0, la fanno da padroni.” 
Non posso che essere completamente d’accordo! E’ incredibile la facilità di instaurare relazioni, di promuoversi a vicenda, di acquisizione di visibilità che si può condividere nella blogosfera!

Per concludere inserisco la mia recensione del suo libro, che ovviamente consiglio a tutti come regalo di Natale:
Finalmente un libro in “t-shirt, jeans e sneakers”, scritto da uno scrittore
che ancora prima è un vero blogger. Se siete alla ricerca del solito
libro tecnico scritto da presunti pseudo-guru che fanno discorsi
filosofici e volano a 1 metro da terra non compratelo! Se invece siete
alla ricerca di un libro fresco, pieno di spunti interessantissimi, che
evidenzia concetti come l’ispirazione, l’appuntamento, essere “umani”,
il tormentone e molti altri, allora non potete non leggerlo.
Unica nota negativa: è molto appassionante e come è successo a me
ve lo “leggerete tutto d’un fiato”, per come è bello è troppo breve!

Web 2.0: investirci subito nel 2009! (prima dei leader del proprio settore e soprattutto prima che diventi la normalità)

velocita-web20-investimento-2009

Ieri mattina, mentre facevo colazione, in tv è passato lo spot del Festival di Sanremo 2009 per pubbliccizare un concorso web 2.0 legato all’evento. In pratica i giovani cantanti emergenti possono inviare nell’apposito sito internet il video della canzone (o forse anche solo il file audio mp3); da quel che mi è sembrato di capire (non è che me ne freghi molto del festival ed ero un po’ distratto ma soprattutto assonnato visto che alle 6.30 sono in piedi tutte le mattine!) quello/i più votato/i avranno l’opportunità di partecipare al concorso a Sanremo sfidando i big e i mostri sacri della canzone italiana.

A dire il vero mi sembra che una cosa simile sia stata già fatta anche gli anni scorsi, però ero un pre-concorso televisivo e non sul web, quindi la notizia mi ha particolarmente colpito. Ma non tanto perchè trattasi di un progetto web 2,0 anche perchè, lavorando in Net Sinergy, sono il nostro pane quotidiano, ma forse proprio per il motivo contrario.

Pensavo che negli ultimi mesi l’interesse e le richieste concrete da parte delle aziende (nostri clienti e nuovi prospect) di sviluppare siti web due.zero sono aumentate notevolmente. Un paio di anni fa, quando abbiamo iniziato ad essere evangelist del web 2.0, passavamo ore a spiegare la filosofia della collaborazione, della co-creazione di valore, della comunicazione bidirezionale ecc.ecc., adesso in molti casi i clienti hanno già assimilato questi concetti (anche perchè li vivono quotidianamente nei social network grazie all’esplosione di Facebook e Linkedin ecc.ecc.) e ragionano con noi su come sfruttare queste potezialità e tramutarle in progetti di successo.

Nel caso specifico del concorso web del Festival della canzone italiana mi è venuto spontaneo pensare che se in questo momento una piccola casa discografica o un programma televisivo minore stesse lanciando un concorso web 2.0 assimilabile a quello della Rai (magari con un premio più modesto) probabilmente rischierebbe di non avere tutto il successo e il ritorno di immagine che avrebbe potuto avere se l’iniziativa fosse stata lanciata qualche mese fa, prima che ci arrivasse un “big” e un “leader di settore” (con possibilità mediatiche ed economiche maggiori delle nostre di promuovere l’iniziativa) come potrebbe essere il Festival di Sanremo nel campo musicale.

Con questo non voglio assolutamente dire che nel momento in cui un nostro concorrente particolarmente famoso inizia a sfruttare le potenzialità del web 2.o è inutile che ci investiamo anche noi, sul web c’è sempre attenzione per progetti utili e innovativi, però ovviamente devono essere tali e in un qualche modo distinguersi da altri simili.

Tutto questo ragionamento è però sta fatto per arrivare a dire che sono fermamente convinto che in Internet la competizione non è tra il grande e il piccolo ma tra il veloce e il lento. Quindi qualunque azienda (dalle start-up e le piccole e medie aziende moderne, aggressive, fino ai leader di mercato), dovrebbe evitare di perdere mesi e mesi per decidere il budget di marketing ma A G I R E ! ! ! Perchè più passa il tempo, più il web 2.0 da novità e nuova filosofia di approccio al mercato  sta diventando la N O R M A L I T A’ !

Nel 2009 (sicuramente nel primo semestre), che si prospetta per tutti un anno duro e difficile, le aziende dovranno cercare di ridurre i costi (telefonici, bancari, energetici, pubblicitari ecc.ecc.) ma anche di INVESTIRE nella tecnologia. E in questo momento, il nuovo sito o portale Internet, l’intranet aziendale, il progetto o concorso web 2.0, il progetto SEO e/o di web marketing sono gli investimenti che le aziende devono effettuare per acquistare un vantaggio competitivo durante il periodo di crisi (anche le grandi aziende che invece di spendere per campagne pubblicitare in tv, alla radio o su carta stampata possono investire nel web 2.0 con costi nettamente inferiori).

Tornando in particolare al web 2.o il mio consiglio è di farlo subito! Finche se ne parla ancora come un fenomeno, finche si scrivono ancora libri e articoli sui giornali… perchè a breve sarà semplicemente la normalità. E quando questo si verificherà, e l’offerta di web 2.0 sarà enorme in ogni settore, gli utenti per forza scremeranno e parteciperanno solo ai progetti migliori e a cui sono fidelizzati da più tempo.

Web agency etica, ecologica, equosolidale… perchè no?

web-agency-etica-ecologica-solidale

A volte mi chiedo se nel campo di Internet, ed in particolare per una web agency (il mio, quello di Net Sinergy), sarebbe possibile sviluppare un modello di business che oltre ad avere come obbiettivo quelli di produrre valore ha anche quello di migliorare in generale il mondo in cui viviamo.

Il mio socio Luciano dice sempre che per lui una delle soddisfazioni più grandi, oltre a vedere crescere l’azienda e il proprio tornaconto personale da imprenditore, è quello di riuscire a creare dei posti di lavoro, a far crescere e valorizzare dei ragazzi giovani e farli diventare dei professionisti capaci e stimati.
Su questo sono molto in sintonia con lui, specialmente in questo periodo di crisi economica e finanziara profonda, dove nel 2009, secondo le stime, ci saranno quasi un milione di posti di lavoro in meno (o di contratti non rinnovati). 
Net Sinergy, nel suo piccolo, anche per l’anno prossimo conferma tutti i suoi collaboratori (e cercherà di valorizzare nuovi giovani!) e per noi è motivo di grande soddisfazione e orgoglio imprenditoriale.

Oltre al contributo occupazionale che un’azienda può dare, mi chiedo però se è possibile inserire altri tasselli quali:

- etica: destinare una piccola parte dei ricavi (anche veramente piccola, ma se lo facessero moooolte aziende poi diventerebbero cifre importanti!) per aiutare chi è meno fortunato di noi. Magari non in beneficenza generica, ma in un ambito legato al settore dell’impresa; per esempio nel caso di una web agency contribuire per finanziare progetti per potare Internet a famiglie con difficoltà economiche o per corsi gratuiti informatici per aiutare persone disoccupate a specializzarsi e trovare più facilmente una nuova occupazione.

- ecologica: stabilire delle regole interne che ottimizzano l’utilizzo delle risorse o dell’energia… cose semplici come il riciclo della carta (noi questo lo facciamo da sempre), non utilizzare la stampante se non strettamente necessario, cercare di sostituire le brochure cartacee con presentazioni multimediali o semplicemente con il sito web aziendale. Risparmiare energia elettrica ricordandosi di spegnere sempre i dispositivi elettronici e non lasciarli in standby, non fa scorrere l’acqua mentre ci si lava i denti ecc.ecc. Insomma cose semplici, che sono poi applicabili anche quando arriviamo a casa. Poi il top sarebbe poter lavorare in una sede moderna costruita seguendo le più moderne tecnologie di risparmio energetico come i pannelli solari, o pannelli isolanti ecc. ecc., ma questa la vedo più difficoltosa!

- equosolidale: in passato alcuni imprenditori del mio settore stavano valutando l’opportunità di delegare parte degli sviluppi ad aziende in India. Ovviamente questa opportunità veniva valutata per interessi economici aziendali, però a pensarci bene avrebbe generato ricchezza in un paese povero (anche se adesso credo che l’India sia uno dei nuovi paesi emergenti… però non ne sono sicurissimo e lo dico a scanso di equivoci! :) ) Io credo che più di una cosa del genere per esempio si potrebbe/dovrebbe trovare un modo per valorizzare i talenti delle nazioni più povere e in difficoltà, magari con formule che riescano a dare visibilità alle loro idee (software, template grafici ecc.ecc.) e nel caso in cui vengano scelte e condivise dai clienti ovviamente sia riconosciuto loro un adeguato ritorno economico.

Sono idee buttate qui, magari pensandoci bene potrebbero uscire cose molto più sensate e interessanti… la domanda che mi e vi sto facendo con questo post è semplicemente se un’azienda, dimostrandosi sensibile e concretamente impegnata verso temi sociali (etici ed ecologici) può raggiungere il triplice obbiettivo di:

- contribuire ad aiutare il prossimo e il pianeta

- incrementare la propria reputazione sul mercato

- aumentare il proprio business perchè magari scelta da altre aziende sensibili a  questi argomenti che preferiscono scegliere come partner un’azienda impegnata su questi temi sapendo che di conseguenza, parte del loro investimento, viene destinato a nobili iniziative

Voi che ne dite?

Pagina Successiva »


RSS del blog conversiamo - Pensieri web2.0 di Alessandro Trenti e dei suoi amici

Se ti piace il mio blog puoi inserirlo nei tuoi bookmark o in siti di tagging come del.icio.us, ma poi devi ricordarti di controllare se ci sono degli aggiornamenti... se utilizzi invece gli RSS tramite un aggregatore sarai sempre informato suoi nuovi articoli che scrivo senza dover controllare sempre il mio blog.

Archivi